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sempre solo morti per omeopatia
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Catrame
2019-10-08 20:38:34 UTC
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Ecco cos’è veramente l’omeopatia


Che cos’è realmente l’omeopatia? Proviamo a darvi una spiegazione
chiara e basata sulla scienza

La chimica è una scienza che fa funzionare le nostre vite. Il nostro
metabolismo, il motore a scoppio, le lenti a contatto, il vino, il
prosciutto, la marmellata, lo schermo sul quale leggete queste parole,
perché la chimica che conosciamo è corretta. La chimica – quella che ha
permesso di mettere a punto lo schermo del computer e i suoi
microprocessori, così come lo shampoo con il quale ci laviamo i capelli
– ci dice con assoluta precisione quante molecole ci sono in una data
quantità di qualunque materiale.

Per esempio ci permette di sapere infallibilmente, grazie al numero che
prende il nome dal chimico italiano Lorenzo Romano Amedeo Carlo
Avogadro, conte di Quaregna e Cerreto, che in un bicchierino di alcol
(etilico) di circa 10 millilitri c’è più o meno un numero di molecole
corrispondente a 1 seguito da 23 zeri. Se prendo quel bicchierino e lo
diluisco in una bottiglia da un litro piena d’acqua, l’ho diluito cento
volte.
Omeopatia

Quindi, se da quella bottiglia verso 10 millilitri di alcol diluito in
un altro bicchierino, le molecole della sostanza dalla quale siamo
partiti saranno cento volte meno, vale a dire 1 seguito da 21 zeri. Se
diluisco ancora cento volte, le molecole saranno ancora meno (1 seguito
da 19 zeri) e via dicendo. Ogni volta che diluisco devo togliere due
zeri. L’omeopatia si basa su diluizioni come quelle che vi ho
descritto. La diluizione 1CH (o 1C) è una diluizione 1 a 100; la
diluizione 2CH significa diluire ancora cento volte la diluizione 1CH e
via dicendo.

Per farla breve, quando avete in mano un farmaco omeopatico a una
diluizione 15CH (diluita 15 volte per 100 volte), per bere una singola
molecola di alcol del bicchierino originale dovreste ingurgitare
un’intera piscina olimpica da 50 metri. In realtà, le diluizioni
omeopatiche sono in genere 30CH, il che richiederebbe la
somministrazione di due miliardi di dosi al secondo a sei miliardi di
pazienti per quattro miliardi di anni, perché un paziente riesca ad
assumere almeno una molecola del principio attivo.

A questo punto esistono solo due possibilità: o la chimica che fa
funzionare tutto il mondo, compreso lo smalto per le unghie e la
produzione della birra, è sbagliata; oppure nelle medicine omeo-patiche
c’è solo acqua.

Ovviamente, se ci fossero dati che dimostrassero l’efficacia dei
farmaci omeopatici (che si basano su una teoria vecchia di centinaia di
anni), dovremmo mettere in discussione la chimica che fa funzionare
tutto il mondo. Ma questi dati non ci sono. Al contrario, tutte le
volte che si valuta in maniera rigorosa l’efficacia dei rimedi
omeopatici, questa risulta identica a quella del «placebo», termine con
il quale si indica l’effetto psicologico indotto dall’assunzione del
nulla.

Dunque, chi vi prescrive (o vende) le medicine omeopatiche o non
conosce la chimica (e questo per un medico è un guaio), oppure vi sta
scientemente prescrivendo (o vendendo) un medicinale che non contiene
letteralmente nulla. Voi fate come vi pare, ma io da certa gente sto
lontano.
Effetti collaterali

È vero, tutto questo ha anche un risvolto positivo: siccome le medicine
omeopatiche contengono solo acqua, non hanno alcun effetto collaterale.
Per cui si possono prendere tranquillamente, a patto di non tentare di
sostituire con esse le cure tradizionali che hanno invece un’efficacia
ben dimostrata.

Dimenticavo: se qualcuno fa pipì nell’Oceano Atlantico, quella è
all’incirca una diluizione omeopatica 10CH – immensamente più
concentrata delle diluizioni che trovate in farmacia – per cui è meglio
sperare che l’omeopatia non funzioni.

https://www.medicalfacts.it/2018/11/25/omeopatia-non-funziona/
--
Mi fa fatica mettere la firma
GMG
2019-10-09 07:09:00 UTC
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Post by Catrame
Dimenticavo: se qualcuno fa pipì nell’Oceano Atlantico,
Aspè... io l'ho fatta la pipì nell'Atlantico!!!
Ergo sono un "omeopatico" oppure un "omeoantipatico"?

Ad ogni modo il tuo "racconto" sulle diluizioni
mi ha fatto pensare che nella famosa favola di Fedro
dell'agnello e del lupo il lupo avesse ragione!

Anche se il torrente scorreva dal Lupo
verso l'Agnello e non viceversa,
con i concetti omeopatici sulle diluizioni
si potrebbe benissimo dire che l'acqua
potesse conservare una sorta di "memoria" della
saliva dell'agnello e questa memoria si può
senz'altro trasmettere in tutte le molecole
d'acqua a prescindere dalla direzione della stessa!

Secondo me a questo punto il Lupo
andrebbe riabilitato per motivi omeopatici!

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