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Chemioterapia antitumorale
(troppo vecchio per rispondere)
Catrame
2019-09-15 17:41:11 UTC
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Storia

La chemioterapia, per come è intesa oggi, nasce per un fortuito caso
quando negli anni sessanta Barnett Rosenberg, nel laboratorio di
biofisica della Michigan State University, notando la somiglianza delle
linee di forza dei campi elettrici (cfr campo gravitazionale in
meccanica classica) e i fusi mitotici (catene di microtubuli che vanno
dai centrioli posti ai poli fino ai cromosomi posti all'equatore di una
cellula durante l'anafase della mitosi) si mise a studiare
l'interferenza dei suddetti campi elettrici nella riproduzione dei
batteri. Egli notò come questi non riuscivano a riprodursi in questo
ambiente, perché era per loro impossibile separarsi.
Il cisplatino

Alla fine Rosenberg scoprì che non era la presenza del campo elettrico
ad impedire la divisione di batteri, bensì quella dell'isomero
cis-[PtCl2(NH3)2]. Egli ebbe l'intuizione di provare a vedere gli
effetti di questo isomero sulle cellule tumorali, che presentavano lo
stesso tipo di crescita, e ne scoprì l'efficacia anti-tumorale provando
ad usarlo su di un topo, che dopo pochi giorni guarì completamente. Il
farmaco al platino passò alla fase 1, ma a causa dei suoi ingenti
effetti tossici rischiò quasi di non essere mai usato, se non fosse
stato per due medici americani, che lo provarono su tredici pazienti
affetti da cancro ai testicoli. La sorprendente ripresa di questi
pazienti diede il via libera al largo impiego di questo farmaco nella
cura della leucemia.
Modalità di azione del cis-platino

Non si conosce ancora l'esatta modalità con cui l'isomero
cis-platino[3] impedisca la riproduzione e provochi il decesso delle
cellule. Quello che è sicuro, però, è che non ci sono molti altri
isomeri che hanno la stessa azione. Prima di tutto, il cis-platino non
si dissocia all'esterno della membrana cellulare grazie all'elevata
concentrazione di ioni Cl; una volta all'interno della cellula invece,
venendo a mancare la presenza di queste particelle, si dissocia, e così
facendo si lega a dei siti del DNA modificandolo, e in questo modo
viene inibita la crescita della cellula. A quanto pare i due legami del
Cloro rimasti liberi vanno a legarsi a due guanine o ad una guanina ed
una adenina. Questo legame crea una distorsione nel DNA,
un'inclinazione che a quanto pare basta a inibirne la funzionalità,
forse perché così facendo blocca la proteina adibita alla duplicazione
che si "incastra" in quella irregolarità della doppia elica, oppure la
proteina si lega a quel punto rendendo impossibile la traduzione, e
così viene sottratta al suo compito, ma sono solo ipotesi. Altra
ipotesi verosimile è che il cisplatino stesso impedisca alla cellula di
attuare i normali meccanismi di riparazione del DNA che interverrebbero
per rimediare ad un danno su filamento.
Meccanismi d'azione

I farmaci chemioterapici si possono distinguere in 3 classi a seconda
del loro meccanismo d'azione.

Classe 1. NON SPECIFICI. Colpiscono tutte le cellule sia che esse
si trovino in ciclo che in fase G0. Tra di essi troviamo: Antibiotici
antitumorali e Radiazioni.
Classe 2. FASE SPECIFICI. Bloccano la cellula in una fase
particolare del suo ciclo cellulare. Essi sono Antimetaboliti, Alcalodi
della Vinca ed Epipodofillotossine.
Classe 3. CICLO SPECIFICI. Aggrediscono la cellula in qualsiasi
fase attiva del ciclo cellulare, mentre non agiscono quando questa si
trova in riposo, cioè in fase G0. Essi sono: Alchilanti, Nitrosuree,
Dialchitriazeni, Bleomicina, Composti del platino.

Effetti collaterali

Si possono suddividere in:

immediati: sindrome da lisi tumorale, nausea e vomito, febbre, rash
cutanei, reazioni locali in caso di stravaso, flebiti, diarrea,
disturbi del ritmo cardiaco, danno renale, reazioni anafilattiche.
a medio termine (o ritardati): mielotossicità (neutropenia,
piastrinopenia e anemia), mucosite, alopecia e perdita dei capelli,
tossicità d'organo, neuropatie periferiche, danno miocardico
(cardiomiopatia dilatativa), danno renale ed epatico, cistite, danno
polmonare, ototossicità, coagulopatie.
a lungo termine: cardiotossicità, fibrosi polmonare, sterilità,
seconde neoplasie.

Effetti tossici indesiderati del cis-platino

L'isomero cis-platino non è in grado di distinguere le cellule
cancerose dalle sane e colpisce indiscriminatamente tutte le cellule
che incontra. Ha quindi un effetto tossico non insignificante.

L'efficacia del cisplatino e di altri trattamenti chemioterapici
risulta amplificata anche dall'associazione con trattamenti di
ipertermia oncologica.

Nell'aprile del 2007 un gruppo di ricercatori della Southwestern
University di Dallas ha pubblicato uno studio secondo il quale
disattivando 87 geni umani l'efficacia della chemioterapia aumentava in
misura notevole. Se la ricerca dovesse dimostrarsi vera anche in vivo
si potrebbero ridurre in maniera sostanziale gli effetti indesiderati
della chemioterapia mantenendo nel contempo l'effetto curativo.
--
Mi fa fatica mettere la firma
Bard
2019-09-15 22:45:04 UTC
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Post by Catrame
Storia
La chemioterapia, per come è intesa oggi, nasce per un fortuito caso
quando negli anni sessanta Barnett Rosenberg,
interessantemente si può fare una statistica casereccia dei morti per
cancro nel corso dei secoli guardando nella categoria dei morti per
cancro su wikipedia
https://en.wikipedia.org/wiki/Category:Deaths_from_cancer

si può notare che la maggior parte dei nomi dei morti per cancro
appartengono al ventesimo secolo. Dunque dove stanno i progressi tanto
strimpellati della cura del cancro, se oggi la gente muore molto più di
prima per cancro?

All'inizio c'erano gli antichi egiziani e Ippocrate, che fecero
esperienza che il cancro è incurabile, e quindi i malati di cancro
lasciati a loro stessi spesso sopravvivevano molti anni e morivano prima
di altre malattie.

L'arroganza della medicina moderna dimenticò l'antica saggezza
ippocratica. Prima furono inventati gli anestetici a metà ottocento, e
dunque ora si potevano operare anche i cancri interni. I primi risultati
furono tutta una serie di poveri malati disgraziati, che dopo essere
stati amplimente mutilati dalle operazioni morivano regolarmente per le
metastasi dato che ancora non si conosceva la diffusione delle cellule
neoplastiche. Dopo innumerevoli sacrifici umani finalmente si scoprì che
occorreva estrarre anche i linfonodi prossimali per garantire un certo
numero di successi (molto pochi per la verità, valeva la pena
abbandonare la saggezza ippocratica per questi miseri risultati?).

Ed ecco che dagli anni sessanta nascono i primi farmaci chemioterapici,
per cui Bigpharma fiuta una miniera di nuovi farmaci da brevettare. Un
chemioterapico all'inizio era un veleno che addormentava le cellule sia
sane che cancerose, impedendogli di dividersi per cui sembrava che i
cancri si arrestassero e scomparissero, e invece ricicciavano una volta
terminata la chemioterapia. Ma che vuoi che importa a Bigpharma se i
malati morivano quasi tutti: c'erano montagne di finanziamenti da
trasformare in nuovi chemioterapici da brevettare e vendere a peso
d'oro per le cure del cancro. Dopo alcuni decenni a ridosso del nostro
millennio si sono sviluppati chemioterapici più mirati, ma il risultati
roboanti della cura del cancro sembrano più dovuti alla diagnosi precoce
di cancri inesistenti o che avrebbero regredito naturalmente.
ConsulenzeAlternative
2019-09-16 17:35:18 UTC
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Post by Catrame
L'efficacia del cisplatino e di altri trattamenti chemioterapici
risulta amplificata anche dall'associazione con trattamenti di
ipertermia oncologica.
STUDIO SCIENTIFICO:
SOLO 2% DI SOPRAVVIVENZA DOPO 5 ANNI DI SE CURATI
CON LA SOLA CHEMIOTERAPIA:

Clin Oncol (R Coll Radiol). dic 2004, 16 (8) :549-60.

Il contributo di citotossica chemioterapia a 5 anni di sopravvivenza in
adultineoplasie.

Morgan G , R Ward , M Barton .

Fonte

Department of Radiation Oncology, Northern Sydney Cancer Centre, Royal North
Shore Hospital, Sydney, NSW, Australia. ***@bigpond.net.au



Astratto

OBIETTIVI:

Il dibattito sul finanziamento e la disponibilità di citotossici farmaci pone il
problema della partecipazione dei curativa o coadiuvante citotossica la
chemioterapia per la sopravvivenza in adulti malati di cancro.

MATERIALI E METODI:

Abbiamo intrapreso una ricerca di letteratura per studi clinici randomizzati che
riportavano una a 5 anni di sopravvivenza beneficio imputabile alla sola
citotossica chemioterapia in adulti neoplasie. Il numero totale di pazienti
oncologici di nuova diagnosi per 22 grandi adulti neoplasie maligne è stata
determinata dai dati Registro Tumori in Australia e dal Surveillance
Epidemiology and End Results dati negli Stati Uniti per il 1998. Per ogni
malignità, il numero assoluto di beneficiare era il prodotto di (a) il numero
totale di persone che malignità, (b) la proporzione o sottogruppo (s) di
malignità che mostra una prestazione, e (c) l'aumento percentuale 5 anni di
sopravvivenza dovuto unicamente al citotossica chemioterapia .Il complessivo
contributo è la somma dei numeri assoluti mostrano una 5-anni sopravvivenza
prestazione espressa come percentuale del numero totale dei tumori 22.

RISULTATI:

Il complessivo contributo della curativa e adiuvante citotossica chemioterapia
per 5 anni la sopravvivenza negli adulti è stato stimato a 2,3% in Australia e
del 2,1% negli Stati Uniti.

CONCLUSIONE:

Come il 5-anni relativa sopravvivenza tasso per il cancro in Australia è ora
oltre il 60%, è chiaro checitotossica la chemioterapia fa solo un piccolo
contributo al cancro sopravvivenza . Per giustificare il finanziamento e la
disponibilità continui di farmaci utilizzati nella citotossica chemioterapia ,
una rigorosa valutazione del rapporto costo-efficacia e l'impatto sulla qualità
della vita è urgentemente necessaria.



FONTE:
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed?term=%20The%20Contribution%20of%20Cytotoxic%20Chemotherapy%20to%205-year%20Survival%20in%20Adult%20Malignancie
--
ConsulenzeAlternative® , By Marco Antolini
Opinionista e critico della Medicina Ufficiale
Naturopata & Consulente per lo sviluppo delle M.N.C.
Gestore del gruppo : it-alt.salute.tumori
www.mednat.org - www.zapcandida.com
Catrame
2019-09-16 17:55:27 UTC
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Post by ConsulenzeAlternative
Post by Catrame
L'efficacia del cisplatino e di altri trattamenti chemioterapici
risulta amplificata anche dall'associazione con trattamenti di
ipertermia oncologica.
SOLO 2% DI SOPRAVVIVENZA DOPO 5 ANNI DI SE CURATI
SOLO LO 0 % DI SOPRAVVIVENZA DOPO POCHISSIMO TEMPO SE CURATI CON ACQUA
OMEOPATICA O PEGGIO CON IL BICARBONATO DI SODIO !!!

CONCLUSIONE:
sei un cialtrone al soldo di un assassino, pertanto complice.

FONTE:
la Giustizia italiana e la Scienza.
--
Mi fa fatica mettere la firma
LoStaff .
2019-09-17 18:19:23 UTC
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Post by Catrame
SOLO LO 0 % DI SOPRAVVIVENZA DOPO POCHISSIMO TEMPO SE CURATI CON ACQUA
OMEOPATICA O PEGGIO CON IL BICARBONATO DI SODIO !!!
Chi lo dice un decerebrato come te?

Ma dimmi con parole tue, cos'e' l'acqua omeopatica ???
--
LoStaff di Simoncini
http://www.drsimoncinicommunity.com/it/
lostaff-***@doctor.com
GMG
2019-09-17 08:55:21 UTC
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Post by ConsulenzeAlternative
SOLO 2% DI SOPRAVVIVENZA DOPO 5 ANNI DI SE CURATI
queste frasi le possono scrivere solo
le persone senza umanità, le persone
odiose, egocentriche che hanno in odio
le altre...

prima del 2% di sopravvissuti
quanto era la sopravvivenza?

e quanti sarebbero sopravvissuti
senza cure?

e quanti sono sopravvissuti con cure
alternative?

in mancanza di questi dati certi e verificabili
da studiosi di diverse nazioni
quello che ha scritto (ma sopratutto
ha pensato) è solo odio verso le persone...

io non so se lei sia credente o meno
ma se ha anche solo un piccolo
dubbio (diciamo lo 0,2 %)
che esista una qualche forma di vita
oltre la morte lei se la sta giocando
solo per seguire i suoi istinti egocentrici
e odiosi...

si vergogni!!!
LoStaff .
2019-09-17 18:24:58 UTC
Permalink
Post by GMG
queste frasi le possono scrivere solo
le persone senza umanità, le persone
odiose, egocentriche che hanno in odio
le altre...
Col cazzo! Lo dice la scienza.
Post by GMG
prima del 2% di sopravvissuti
quanto era la sopravvivenza?
occhio che lo studio e' mirato ad ammalati curati solo con la chemio.
Ovvio che associata ad altre terapie qualcosa di piu'si ottiene.
Post by GMG
e quanti sarebbero sopravvissuti
senza cure?
dipende da un sacco di fattori, esistono anche le remissioni spontanee.
Post by GMG
e quanti sono sopravvissuti con cure
alternative?
dipende da un sacco di fattori
Post by GMG
in mancanza di questi dati certi e verificabili
da studiosi di diverse nazioni
quello che ha scritto (ma sopratutto
ha pensato) è solo odio verso le persone...
Nono e'un puro studio scientifico pubblicato su Pubmed.

non essere cretino ad abbassarti al mononeurone di catrame.
--
LoStaff di Simoncini
http://www.drsimoncinicommunity.com/it/
lostaff-***@doctor.com
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