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CHEMIOTERAPIA STORIA: nata da una bomba chimica nel 1943
(troppo vecchio per rispondere)
LoStaff .
2019-09-15 16:59:35 UTC
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La sera del 2 dicembre 1943 il porto di Bari era gremito da quasi una quarantina
di navi cariche di preziosi rifornimenti, tra queste la nave americana John
Harvey partita dal porto di Baltimora. La Harvey, a differenza delle altre navi,
aveva le stive piene di bombe all’iprite. Oltre 100 tonnellate di iprite (gas
tossico e vescicante) sotto forma di bombe lunghe 120 centimetri e del diametro
di 20. La nave sarebbe stata scaricata il giorno seguente.
Alle 19,30 uno stormo di aerei della tedesca Luftwaffe arrivarò nel porto di
Bari bombardando le navi.

La John Harvey colpita prese fuoco e l’iprite mescolata alla nafta delle
petroliere affondate formò un velo mortale su tutta la superficie del porto,
mentre i suoi deleteri vapori si sparsero ovunque intossicando i polmoni dei
sopravvissuti .
Il numero esatto di morti non si saprà mai, ufficialmente si parla di circa 1000
cittadini baresi uccisi.

Nel rapporto che seguì l’incidente vennero evidenziati dei fatti interessanti:
le persone colpite da iprite svilupparono una grave aplasia del tessuto linfoide
e del midollo osseo. Il colonnello statunitense Steward Alexander nella sua
relazione finale notò che dalle autopsie dei morti per iprite si notava una
certa soppressione dei linfomi e dei mielomi.

Da questo nacque la CHEMIOTERAPIA.

Tutto ciò diede inizio - purtroppo per noi – all’utilizzo della chemioterapia
che giunge fino ai nostri giorni.
Negli attuali bugiardini dei chemioterapici alla voce Categoria terapeutica
viene riportato: “Analoghi della mostarda azotata”.
“Le mostarde azotate - ce lo dice il Ministero della Salute alla voce Emergenze
sanitarie - furono prodotte per la prima volta negli anni Venti come potenziali
armi chimiche. Si tratta di agenti vescicatori simili alle mostarde solforate.
Sono in grado di penetrare le cellule in modo rapido e causare danni al sistema
immunitario e al midollo osseo”.

Quindi la chemioterapia è nata grazie ad un incidente di guerra ed è una vera e
propria arma chimica!

Oggi ad un qualsiasi malato di cancro viene iniettato un mix di sostanze
chimiche modificate ovviamente dalla composizione del 1943,vietate in guerra per
la loro pericolosità.
--
LoStaff di Simoncini
http://www.drsimoncinicommunity.com/it/
lostaff-***@doctor.com
Leonardo Serni
2019-09-16 23:24:07 UTC
Permalink
La John Harvey colpita prese fuoco e l’iprite mescolata alla nafta delle
petroliere affondate formò un velo mortale su tutta la superficie del porto,
mentre i suoi deleteri vapori si sparsero ovunque intossicando i polmoni dei
sopravvissuti .
Il numero esatto di morti non si saprà mai, ufficialmente si parla di circa 1000
cittadini baresi uccisi.
le persone colpite da iprite svilupparono una grave aplasia del tessuto linfoide
e del midollo osseo. Il colonnello statunitense Steward Alexander nella sua
relazione finale notò che dalle autopsie dei morti per iprite si notava una
certa soppressione dei linfomi e dei mielomi.
Da questo nacque la CHEMIOTERAPIA.
Effettivamente così narra anche Wikipedia.

E tuttavia, fatemici riflettere un attimo.

- il 2 dicembre 1943 succede il macello. Right? Right.

- il colonnello STATUNITENSE Steward Alexander (che si chiamava STEWART
ma tanto sai una sega, te) il giorno 27 dicembre 1943, dopo 25 giorni
secchi, consegna il lavoro - ben mille autopsie di cittadini BARESI.

- i cittadini baresi, avevano tutti cartelle cliniche che il colonnello
pote' visionare e valutare. Sempre in quei 25 giorni.

- linfomi e mielomi erano ovviamente ben documentati perché a Bari, nel
1943 una delle città più avanzate del pianeta - anche grazie al lungo
periodo di pace e prosperità in cui versava - la medicina era diffusa
e gratuita.

- Alexander era, per altro, un CHIMICO.

Ma l'autopsia non si fa sui vivi, si fa sui morti.

E se uno è morto, il tumore muore con lui.

Sicché, come poteva esserci una "soppressione dei linfomi"? Il Mario Rossi
respira iprite, muore (nel giro massimo di 25 giorni perché poi lo Stewart
Alexander ritorna ad Algeri) - e in questi 25 giorni il linfoma regredisce
in tutta fretta?

Tutto può essere, eh, ma IMHO è una ricostruzione che fete fino al cielo.

Proviamo a immaginarcela un po' diversa.

Stewart Alexander scopre che, nel sangue di (alcune?) vittime, i leucociti
sono morti come le mosche. Sicché formula l'ipotesi che magari una dose di
iprite potrebbe rallentare la riproduzione dei leucociti che già all'epoca
si sapevano essere causa della leucemia.

Che l'iprite bloccasse la riproduzione cellulare anche questo si sapeva, e
ci stavano lavorando Goodman e Gilman a Yale.

E così nacque la mecloretamina.
Quindi la chemioterapia è nata grazie ad un incidente di guerra ed è una vera e
propria arma chimica!
No. La chemioterapia ("avvelenare il tumore") nasce parecchio prima, anzi,
l'idea di usare derivati dell'iprite l'avevano già avuta Goodman e Gilman,
l'anno prima (letto ora su Wikipedia).

E' un'idea logica: il tumore è un tessuto che cresce, l'idea di ammazzarlo
è la prima che ti viene. Ci avevano per esempio provato con l'etanolo. Che
non funzionò. Ma pure il figl. putt. assass. Simoncini Tullio fa la stessa
cosa col bicarbonato (che anche lui non funziona).

Ci avevano provato CENTO ANNI PRIMA della WWII in Russia con l'amigdalina,
che poi ritornò sulla scena come "laetrile". Ma l'idea di trovare farmaci,
dal greco "pharmakon" che vuol dire "veleno" :-D, contro il tuomore, c'era
da un botto di tempo.

Guarda, te lo dicono perfino i fuffari:

http://www.medicinacomplementar.com.br/biblioteca/pdfs/Cancer/ca-10078.pdf

Poi nel 1951 fu scoperto il DNA, e negli anni seguenti si determinò in che
modo alcune molecole (tra cui l'iprite) aggredivano il DNA, e lì nacque la
classe delle "mostarde azotata" (che non è il gas mostarda).

Dire che la chemio si fa col gas mostarda è una puttanata pura e semplice.

Leonardo
--
"You all presumably know why" :-) :-(
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