Discussione:
Le cazzate del Prof Burioni...tratto dal suo libro: Il vaccino non e' un'opinione.
(troppo vecchio per rispondere)
LoStaff .
2017-03-17 20:16:45 UTC
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Raw Message
Ma pure questo cretino si e'iscritto pure lui al cicap come wewee mi domando?

L’illustre virologo stavolta attacca l’HPV e spezza qualche lancia in favore… -
sì, state per indovinare - ... in favore del vaccino.

Questo conferirebbe una protezione del “93-100% per i tipi di HPV contenuti nel
preparato, [...] per lesioni maligne che possono derivarne, con percentuali
analoghe”.

L’effetto è davvero clamoroso: la vaccinazione “esercita un effetto anche sulla
circolazione di altri tipi virali e protegge anche i non vaccinati per l’effetto
gregge.”

Già si è vista - sostiene il professore - in pochi anni una “fortissima
diminuzione… anche delle lesioni precancerose e di quelle francamente maligne.”
Non si può che concordare, è un risultato eccezionale. Ma c’è un piccolo
particolare che non capiamo: com’è possibile apprezzare già adesso i risultati
di una vaccinazione che è iniziata qualche anno fa? Infatti questo tipo di
neoplasia ha la peculiarità di svilupparsi 20-50 anni dopo l’infezione (così si
sostiene).

Mistero.

Il professor Burioni ha già visto, e tanto ci deve bastare. La sua vista
dev’essere acutissima, e per averne un’idea facciamo qualche calcolo con i dati
che ci fornisce.

Attribuendo al vaccino un’efficacia del 100% ed una copertura del 70% dei tipi
di HPV cancerogeni, si arriva ad una riduzione del 70% dei casi di malattia. E
fin qui sembra tutto filar liscio come l’olio. Ammettiamo che sia vero
(unicamente per il piacere della conversazione): quanti cancri potremmo evitare?
Dunque, l’incidenza del cancro cervicale è di circa otto casi su 100.000 donne.
Poniamo che un eguale numero abbia seguito il consiglio prezioso del professore.
Se la riduzione della malattia corrisponderà al 70% in meno di tumori, come
dice, otterremo 5,6 (cioè il 70% di otto). La riduzione sarà di 5,6 casi.
Quindi, per evitare questi cinque casi e mezzo, 100.000 donne dovranno essere
vaccinate e rivaccinate almeno cinque volte (perché, come giustamente fa
presente il cattedratico, l’immunità da vaccino ha una scadenza).
Ci saranno, come prezzo del biglietto, circa 2300 reazioni avverse gravi e
qualche decesso, ci saranno 2400 malattie autoimmuni nella prima tornata
vaccinale, e chissà quante altre ad ognuno dei 5 richiami. Ma ne sarà valsa la
pena, perbacco!

Ne sarà realmente valsa la pena?
--
LO Staff - www.curenaturalicancro.com
lostaff-***@doctor.com
LoStaff .
2017-03-17 20:19:26 UTC
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Raw Message
Post by LoStaff .
L’illustre virologo stavolta attacca l’HPV e spezza qualche lancia in favore… -
sì, state per indovinare - ... in favore del vaccino.
Ne sarà realmente valsa la pena?
Vaccino anti-HPV
 
L’approvazione dell’FDA: misfatto o stupidità? ([i])
 
Premessa
 
Affinché il vaccino anti-HPV possa essere considerato efficace ed utile, devono
essere soddisfatti alcuni semplici requisiti.
 Il primo requisito è che l’infezione da papillomavirus sia necessaria e
sufficiente per provocare il cancro dell’utero, ovvero che ne sia la causa.
 Il secondo requisito è che il vaccino offra una protezione immunitaria efficace
nel prevenire l’infezione.
 Il terzo requisito è che il vaccino abbia delle caratteristiche di sicurezza
sufficienti e dimostrate.
 
Purtroppo nessuno dei tre requisiti è soddisfatto.

continua qui:
http://www.dissensomedico.it/files/HPV-vaccino-misfatto-c.pdf
--
LO Staff - www.curenaturalicancro.com
lostaff-***@doctor.com
Leonardo Serni
2017-03-17 23:23:55 UTC
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Raw Message
Post by LoStaff .
L’illustre virologo stavolta attacca l’HPV e spezza qualche lancia in favore… -
sì, state per indovinare - ... in favore del vaccino.
Ne sarà realmente valsa la pena?
Vaccino anti-HPV
L’approvazione dell’FDA: misfatto o stupidità? ([i])
Premessa
Affinché il vaccino anti-HPV possa essere considerato efficace ed utile, devono
essere soddisfatti alcuni semplici requisiti.
 Il primo requisito è che l’infezione da papillomavirus sia necessaria e
sufficiente per provocare il cancro dell’utero, ovvero che ne sia la causa.
 Il secondo requisito è che il vaccino offra una protezione immunitaria efficace
nel prevenire l’infezione.
 Il terzo requisito è che il vaccino abbia delle caratteristiche di sicurezza
sufficienti e dimostrate.
 
Purtroppo nessuno dei tre requisiti è soddisfatto.
Chiunque ritenga davvero che quei tre "criteri" abbiano un senso può provare a usarli a
carico di qualcos'altro. Se no siamo al giolittiano "i criteri ai nemici si applicano e
per gli amici si interpretano", come sempre.

Per es., visto che si parlava di freni...

Affinché i freni possano essere considerati efficaci e utili, devono essere soddisfatti
alcuni semplici requisiti.

Il primo requisito è che l'assenza di frenata sia condizione necessaria e sufficiente a
provocare gli incidenti, ovvero che ne sia la causa.

Il secondo requisito è che il freno sia in grado di arrestare la marcia del veicolo con
sicurezza.

Il terzo requisito è che il freno abbia delle caratteristiche di sicurezza sufficienti.

Purtroppo, nessuno dei tre requisiti è soddisfatto.

(Per il primo requisito, ci sono notoriamente incidenti che avvengono a veicoli fermi o
in condizioni per cui la velocità del veicolo è ininfluente o la frenata addirittura si
trova ad aggravare il danno (es., tamponamenti). Per il secondo, è risaputo che anche a
fronte di tracce di sgommata di varie decine di metri vi sono stati impatti mortali. Ed
infine per il terzo, non ci sono studi epidemiologici di alcun tipo sull'effetto ad es.
delle nanoparticelle prodotte dall'usura di freni e pasticche, la cui lega contiene sia
metalli pesanti che composti riconosciuti come cancerogeni).

Leonardo
--
A terrible beauty is born.
- W. B. Yeats, Easter 1916
Leonardo Serni
2017-03-17 23:15:35 UTC
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Attribuendo al vaccino un’efficacia del 100% ed una copertura del 70% dei tipi
di HPV cancerogeni, si arriva ad una riduzione del 70% dei casi di malattia. E
fin qui sembra tutto filar liscio come l’olio. Ammettiamo che sia vero
(unicamente per il piacere della conversazione): quanti cancri potremmo evitare?
Dunque, l’incidenza del cancro cervicale è di circa otto casi su 100.000 donne.
Poniamo che un eguale numero abbia seguito il consiglio prezioso del professore.
Se la riduzione della malattia corrisponderà al 70% in meno di tumori, come
dice, otterremo 5,6 (cioè il 70% di otto). La riduzione sarà di 5,6 casi.
Quindi, per evitare questi cinque casi e mezzo, 100.000 donne dovranno essere
vaccinate e rivaccinate almeno cinque volte (perché, come giustamente fa
presente il cattedratico, l’immunità da vaccino ha una scadenza).
Okay. Ma dato che non si vaccinano cinque volte tutte insieme, tu per il vaccino stai calcolando
evidentemente gli effetti su un periodo più lungo, di circa venticinque anni.

In questi venticinque anni, gli otto casi su 100.000 li devi calcolare non una... ma venticinque
volte.

Leonardo
--
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- W. B. Yeats, Easter 1916
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