Discussione:
E' IN ARRIVO IL VACCINO CONTRO LE FAKE NEWS !
(troppo vecchio per rispondere)
LUOGOCOMUNE.NET
2017-01-24 18:38:17 UTC
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Raw Message
Avviso: la ricerca dell'università di Cambridge si basa sul presupposto
che il cambiamento climatico sia un problema causato dall'uomo, e che
coloro che negano questo problema sostengano una falsità. Ovvero:
secondo loro, chi sostiene il cambiamento climatico "ha ragione", chi lo
nega "ha torto". Non è possibile comprendere l'articolo se non si tiene
presente il punto di partenza dei ricercatori].

Secondo gli scienziati dell'università di Cambridge, è possibile
combattere la falsa informazione con lo stesso metodo che si usa per
combattere certe malattie: inoculare il paziente con un apposito
"vaccino" (di tipo psicologico, ovviamente).

Dal loro sito leggiamo: "In medicina, vaccinare contro un certo virus
significa esporre l'organismo ad una versione debilitata del medesimo,
in modo da aumentarne la tolleranza. Gli esperti in psicologia sociale
ritengono che una logica simile possa essere utilizzata per "inoculare"
il pubblico contro la disinformazione, compreso l'effetto dannoso dei
siti di fake news che diffondono falsità sul cambiamento climatico".
https://www.cam.ac.uk/research/news/psychological-vaccine-could-help-immunise-public-against-fake-news-on-climate-change-study

Per dimostrare la loro tesi, gli scienziati hanno sottoposo un gruppo di
2000 persone al test seguente: inizialmente li hanno esposti
contemporaneamente ad una notizia "falsa" (che non esiste consenso
scientifico sul cambiamento climatico) e ad una "vera" (che il 97% degli
scienziati concorda invece sul cambiamento climatico), ed hanno scoperto
che in larga maggioranza la notizia falsa cancellava quella vera.

In una seconda fase (l'inoculazione), i partecipanti sono stati
informati di svariate tecniche usate dai negazionisti del cambiamento
climatico (le compagnie petrolifere), ed è stato notato che una certa
percentuale di persone "confuse" ha corretto la propria posizione a
favore della verità.

In altre parole, l'aver inoculato i partecipanti con una specie di
antidoto (l'informazione che i negazionisti distorcono le informazioni)
ha permesso di migliorare la loro percezione della verità.
A questo punto, molti dei nostri lettori staranno dicendo: "Ma è
esattamente quello che facciamo tutti i giorni qui su luogocomune!"

Certamente che lo è, ma c'è un problema ancora maggiore, che sembra
sfuggire ai nostri cari scienziati di Cambridge: chi ti dà la sicurezza
che il "vero" sia vero, e che il "falso" sia falso come punto di partenza?

Perché è proprio questa la fallacia che noi abbiamo voluto evidenziare
all'inizio dell'articolo. Se parti già dal presupposto di sapere cosa
sia giusto e cosa sia sbagliato, finisci per sconfiggere il motivo
stesso per cui combatti tua crociata.

Se Piero Angela è convinto (facciamo finta per un attimo che lo sia) che
sono stati i terroristi islamici a buttare giù le torri gemelle, allora
è chiaro che la sua crociata contro il "falso" (in questo caso i
complottisti) è pienamente giustificata.

Il vero problema quindi è il tipo di approccio che noi utilizziamo
rispetto ai fatti da analizzare. Se usiamo il metodo deduttivo, che
prevede una premessa immutabile e una conclusione certa, rischiamo di
sbagliare la conclusione perché la nostra premessa era errata. Se invece
usiamo il metodo induttivo, che prevede prima una raccolta di elementi
oggettivi, e poi soltanto alla fine una conclusione, allora avremo una
conclusione non garantita, ma con altissime probabilità di essere corretta.

Purtroppo i nostri scienziati di Cambridge, e la stragrande maggioranza
degli scienziati del mondo, sembrano preferire il metodo deduttivo. Loro
sanno già cosa sia vero e cosa sia falso, e poi cercano il modo di
convincerci che le cose stanno così.


Massimo Mazzucco

*******************************************

PS: Il ragionamento deduttivo prevede una premessa certa, una inferenza
casuale e una conclusione certa.

Esempio:

PREMESSA: Tutti i cani hanno quattro gambe e abbaiano.
INFERENZA: L'animale che ho davanti ha quattro gambe e abbaia.
CONCLUSIONE: Questo animale è un cane.

Il ragionamento induttivo prevede una premessa empirica, una inferenza
cumulativa, e una conclusione altamente probabilistica (ma non garantita).

Esempio:

PREMESSA: Nell'ultimo mese ho visto almeno trenta animali con quattro
gambe che abbaiavano.
INFERENZA: Oggi ho visto un altro animale con quattro gambe che abbaiava.
CONCLUSIONE: A questo punto decido che esiste una categoria di animali
con quattro gambe che abbaiano, che chiamerò "cani".

In sintesi: il metodo deduttivo parte da premesse certe, e va
dall'universale al particolare. Quello induttivo parte dall'osservazione
dei fatti, e va dal particolare all'universale.
--
www.luogocomune.net
Lo Staff
A***@despammed.com
2017-01-24 21:01:59 UTC
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Raw Message
Post by LUOGOCOMUNE.NET
Certamente che lo è, ma c'è un problema ancora maggiore, che sembra
sfuggire ai nostri cari scienziati di Cambridge: chi ti dà la sicurezza
che il "vero" sia vero, e che il "falso" sia falso come punto di partenza?
La verifica; quella che i cialtroni come te (e Mazzucco) temono oltre
ogni cosa; quella che vi fa *SEMPRE* cadere col culo per terra.

E' un fatto verificabile che il 97% dei climatologi ritengono che sia in
atto il riscaldamento globale.

E' un fatto verificabile che tra i 31.000 firmatari della petizione
negazionista ci fossero le "Spice Girls", "Charles Darwin" e che quelli
con qualche preparazione in fatto di clima fossero meno dell'1%.

Questi sono i fatti che hanno usati gli scienziati.
--
Make a backup copy of your soul!
http://fuffologia.blogspot.com/
Leonardo Serni
2017-01-24 21:08:23 UTC
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Raw Message
On Tue, 24 Jan 2017 19:38:17 +0100, "LUOGOCOMUNE.NET" <***@luogocomune.net> wrote:

Premesso che sono d'accordo (clamoroso al Cibali!) con la critica all'articolo, questa però
è un'altra fallacia.
Post by LUOGOCOMUNE.NET
Il vero problema quindi è il tipo di approccio che noi utilizziamo
rispetto ai fatti da analizzare. Se usiamo il metodo deduttivo, che
prevede una premessa immutabile e una conclusione certa, rischiamo di
sbagliare la conclusione perché la nostra premessa era errata. Se invece
usiamo il metodo induttivo, che prevede prima una raccolta di elementi
oggettivi, e poi soltanto alla fine una conclusione, allora avremo una
conclusione non garantita, ma con altissime probabilità di essere corretta.
Questo qui sopra è un metodo deduttivo "ideale" - che magari andava anche forte ai tempi di
Aristotele (ma siamo buoni: anche ai tempi di Galileo). Così come il "metodo induttivo" qui
sopra è molto, molto idealizzato.

In realtà, la scienza nega proprio l'immutabilità delle premesse, e chiunque abbia letto UN
paper medico capirà che una "conclusione certa" si è tutt'altro che sicuri di averla, visto
che ci commuoviamo per una significatività p < 0.05.

Ma soprattutto, Mazzucco sembra non prendere minimamente in considerazione che magari uno a
quella premessa (no, non immutabile, ma "con altissime probabilità di essere corretta") può
esserci arrivato con il metodo che lui loda e chiama induttivo.

Perché se quoto proprio i suoi esempi, quelli che ha scelto lui di sua libera volontà, vedo
Post by LUOGOCOMUNE.NET
PREMESSA: Nell'ultimo mese ho visto almeno trenta animali con quattro
gambe che abbaiavano.
INFERENZA: Oggi ho visto un altro animale con quattro gambe che abbaiava.
CONCLUSIONE: A questo punto decido che esiste una categoria di animali
con quattro gambe che abbaiano, che chiamerò "cani".
Cosa ho concluso? Che esistono i "cani". Cosa sono, i "cani"? Il metodo di Mazzucco lo dice
con molta chiarezza, potenza dell'induzione: sono animali a quattro gambe che abbaiano.

Ora, però, succede una cosa strana, imprevista.

Succede che mi trovo davanti a un animale con quattro gambe.

E questo animale abbaia.

Chissà come ragionerebbe, Mazzucco? Perché questo ragionamento qua sotto dice che non va:

OSSERVAZIONE : L'animale che ho davanti ha quattro gambe e abbaia. (1)
CONCLUSIONE : Questo animale è un cane.

===

E poi il metodo induttivo realmente usato da Mazzucco sembra funzionare piuttosto così:

PREMESSA: nell'ultimo mese ho sentito "almeno trenta volte" (una la settimana, se volessimo
essere pignoli) abbaiare. Guardandomi intorno, ho visto vari animali, che avevano di sicuro
più di due gambe, e in diversi casi ne ho contate con sicurezza quattro.

INFERENZA: Esiste una categoria di quadrupedi che abbaiano, che chiamerò "cani".

OSSERVAZIONE: Oggi mi trovo davanti un animale con quattro gambe.

CONCLUSIONE : questo è un cane.

OSSERVAZIONE SUPPLEMENTARE: L'animale miagola.

CONCLUSIONE SUPPLEMENTARE : questo è un cane travestito.

Leonardo

(1) nel testo originale era definita "inferenza", ma non me la sono sentita di ricopiarlo.
--
A terrible beauty is born.
- W. B. Yeats, Easter 1916
Gyork
2017-01-24 23:24:11 UTC
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Raw Message
A questo punto, molti dei nostri lettori staranno dicendo: "Ma è esattamente
quello che facciamo tutti i giorni qui su luogocomune!"
No: su Luogocomune Mazzucco spara cazzate inenarrabili, mentre il suo
gruppo di adepti gli lecca il culo senza soluzione di continuità.
Ogni voce contraria viene accuratamente depurata (con scuse sempre più
variopinte) in modo da manterenere il microclima del forum sempre sul
livello "cazzaro".

Torna nel tuo buco, pezzente.
LoStaff .
2017-01-25 19:42:26 UTC
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Raw Message
Il ragionamento deduttivo prevede una premessa certa, una inferenza casuale e una conclusione certa.
Credo che qui ci sia un errore di battitura, l'inferenza si intende causale (se
fosse casuale sarebbe in generale slegata da premesse e conclusioni).

A parte questo piccolo refuso, non sono d'accordo sul fatto che il problema stia
nell'uso del metodo deduttivo piuttosto che induttivo. Entrambi i metodi sono
validi e hanno dei limiti, si pensi ad esempio al tacchino induttivista:
www.ikipedia.org/wiki/Tacchino_induttivista. Tanto è vero che spesso i debunkers
sono induttivisti, solo che scelgono di considerare solo i fatti che sostengono
le loro tesi, ignorando deliberatamente quelli contrari. Insomma, il problema è
negli individui, nell'onestà intellettuale, non nel metodo di argomentazione
logica che si sceglie per dimostrare qualcosa.

Il metodo deduttivo ha in sè il vaccino, restando in tema, contro le deduzioni
fallaci (f minuscola...), quelle cioè che partono da premesse false. Consiste in
questo: se da premesse false si deduce la tesi A, allora esiste
un'argomentazione deduttiva che dalle stesse premesse consente di dedurre la sua
antitesi non-A. Quindi, lavorando un po' di fantasia, si possono smontare le
conclusioni dei "ricercatori" citati qui sopra usando le loro stesse premesse e
il loro stesso tipo di ragionamento.

Ecco ad esempio come Bertrand Russell, partendo dalla premessa 2+2=5, dimostrava
di essere il Papa:

"2+2=5 => 1=2 (ho sottratto 3 da entrambi i membri)
Ora, io e il Papa siamo 2, ma siccome 2=1 => io e il Papa siamo 1 => io sono il
Papa!"
--
LO Staff - www.curenaturalicancro.com
lostaff-***@doctor.com
Leonardo Serni
2017-01-25 22:23:51 UTC
Permalink
Raw Message
Post by LoStaff .
Il ragionamento deduttivo prevede una premessa certa, una inferenza casuale e una conclusione certa.
Credo che qui ci sia un errore di battitura, l'inferenza si intende causale (se
fosse casuale sarebbe in generale slegata da premesse e conclusioni).
A parte questo piccolo refuso, non sono d'accordo sul fatto che il problema stia
nell'uso del metodo deduttivo piuttosto che induttivo. Entrambi i metodi sono
www.ikipedia.org/wiki/Tacchino_induttivista.
https://it.wikipedia.org/wiki/Tacchino_induttivista
Post by LoStaff .
Tanto è vero che spesso i debunkers sono induttivisti, solo che scelgono di considerare
solo i fatti che sostengono le loro tesi, ignorando deliberatamente quelli contrari.
Ecco, per esempio: il fatto che questo comportamento sia tipico anche di altre
categorie oltre i debunker, lo stai ignorando deliberatamente o è un caso? :-D
Post by LoStaff .
Insomma, il problema è negli individui, nell'onestà intellettuale, non nel metodo
di argomentazione logica che si sceglie per dimostrare qualcosa.
Concordo. Mi sembra di stare convenendo con Erode che i bambini vadano amati e
protetti, sia chiaro; ma ugualmente, non posso non concordare.
Post by LoStaff .
Il metodo deduttivo ha in sè il vaccino, restando in tema, contro le deduzioni
fallaci (f minuscola...), quelle cioè che partono da premesse false. Consiste in
questo: se da premesse false si deduce la tesi A, allora esiste
un'argomentazione deduttiva che dalle stesse premesse consente di dedurre la sua
antitesi non-A.
Non è esattamente così che funziona. Questo che dici è vero se le premesse non
sono solo false, ma sono proprio assurde (ovvero, autocontraddittorie). Da cui
la famosa asserzione attribuita a Duns Scoto, "ex falso sequitur quodlibet".

Ma altrimenti, potremmo benissimo partire da una premessa falsa ("Qualche uomo
non è mortale") e non riuscire a dedurre niente. E, di qui, dedurre che allora
la premessa è vera.

Il problema è proprio nel non riuscire a valutare le premesse. Sono veritiere?
Anche se lo sono, sono *complete*? Io potrei elencare una serie di fatti veri,
e lasciare che i miei interlocutori giungano ad una conclusione falsa soltanto
tacendo alcuni elementi cruciali.

Un vaccino che io trovo efficace è quello di dedurre tutte le conseguenze (per
lo meno "più di una o due") delle premesse date.

Per esempio, abbiamo una premessa - che io personalmente ritengo vera - che le
Case farmaceutiche siano interessate assai di più a far quattrini che non alla
salute dei loro clienti.

Tu ne potresti dedurre magari che allora se avessero una cura facile facile al
cancro, non la renderebbero nota perché la chemio rende di più.

Io invece penso che *se* avessero questa cura, potrebbero venderla a qualsiasi
prezzo; anche più della chemio visto che funzionerebbe meglio. Ma soprattutto,
quando un sessanta-settantenne guarisce dal cancro, sai poi *QUANTO* gli vendi
di antireumatici, antinfiammatori, gastroprotettori, antidepressivi, sonniferi
e integratori, antidolorifici vari? Ti sembra più furbo se muore e lascia ogni
cosa al nipote ventenne, che scoppia di salute e ti va allegramente darètri?

Leonardo
--
A terrible beauty is born.
- W. B. Yeats, Easter 1916
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