Discussione:
Ecco come rispondere agli oppositori dei vaccini
(troppo vecchio per rispondere)
=Catrame=
2017-01-05 21:03:09 UTC
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Raw Message
Una piccola guida per controbattere alle argomentazioni di chi (come Le
Iene) pensa che i vaccini facciano più male che bene

Troppi effetti collaterali. Scarsa efficacia preventiva. Ingredienti
pericolosi. O, addirittura, legami con l’ insorgenza dell’ autismo.
Sono solo alcune delle argomentazioni portate dagli oppositori dei
vaccini per sostenere la propria tesi. Eppure la comunità scientifica e
le evidenze sperimentalidicono tutt’altro: tutte le statistiche sono a
favore della vaccinazione, dal momento che i benefici sono notevolmente
superiori ai rischi. Basti pensare che alcune malattie, come il vaiolo,
sono quasi scomparse proprio grazie alle campagne di vaccinazione.
Tanto che attualmente non si procede più all’immunizzazione per la
patologia.

Non vi abbiamo ancora convinto? Ecco, allora, un piccolo vademecum per
rispondere punto per punto alle obiezioni più comuni (anche dopo la
puntata di ieri de Le Iene).

Obiezione 1: è stato dimostrato che molti vaccini, in passato, hanno
danneggiato dei bambini. Perché i vaccini attuali dovrebbero essere
diversi?

È vero. È successo, per esempio, per il vecchio vaccino contro la
poliomielite. A differenza di quello diffuso oggi, la versione
precedente conteneva il virus vivo e attenuato. Molto raramente, i
virus vivi potrebbero effettivamente tornare al loro stato naturale e
provocare la paralisi. Ma i vaccini di oggi sono diversi, perché
contengono virus inattivi. I vecchi vaccini antipolio sono ancora usati
in alcune regioni in cui la malattia è endemica, perché chi si
sottopone al trattamento con virus attenuati è in grado di trasmettere
più velocemente l’immunità alle persone che gli stanno intorno.



Home Scienza Medicina
Ecco come rispondere agli oppositori dei vaccini
Una piccola guida per controbattere alle argomentazioni di chi (come Le
Iene) pensa che i vaccini facciano più male che bene
foto: AFP
foto: AFP

Troppi effetti collaterali. Scarsa efficacia preventiva. Ingredienti
pericolosi. O, addirittura, legami con l’ insorgenza dell’ autismo.
Sono solo alcune delle argomentazioni portate dagli oppositori dei
vaccini per sostenere la propria tesi. Eppure la comunità scientifica e
le evidenze sperimentalidicono tutt’altro: tutte le statistiche sono a
favore della vaccinazione, dal momento che i benefici sono notevolmente
superiori ai rischi. Basti pensare che alcune malattie, come il vaiolo,
sono quasi scomparse proprio grazie alle campagne di vaccinazione.
Tanto che attualmente non si procede più all’immunizzazione per la
patologia.

Non vi abbiamo ancora convinto? Ecco, allora, un piccolo vademecum per
rispondere punto per punto alle obiezioni più comuni (anche dopo la
puntata di ieri de Le Iene).

Obiezione 1: è stato dimostrato che molti vaccini, in passato, hanno
danneggiato dei bambini. Perché i vaccini attuali dovrebbero essere
diversi?

È vero. È successo, per esempio, per il vecchio vaccino contro la
poliomielite. A differenza di quello diffuso oggi, la versione
precedente conteneva il virus vivo e attenuato. Molto raramente, i
virus vivi potrebbero effettivamente tornare al loro stato naturale e
provocare la paralisi. Ma i vaccini di oggi sono diversi, perché
contengono virus inattivi. I vecchi vaccini antipolio sono ancora usati
in alcune regioni in cui la malattia è endemica, perché chi si
sottopone al trattamento con virus attenuati è in grado di trasmettere
più velocemente l’immunità alle persone che gli stanno intorno.

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Inoltre, questo tipo di vaccino si può assumere per via orale (a
differenza della nuova versione che deve essere iniettata), e quindi è
più facile somministrarlo in luoghi in cui scarseggiano medici e
infermieri. Per questo motivo, ogni nazione deve valutare in modo
specifico rischi e benefici dell’uso delx vaccino orale. Negli stati
occidentali, in ogni caso, è prassi somministrare il vaccino con virus
inattivo. A oggi, non sono stati registrati casi di poliomelite dopo
questo tipo di vaccinazione.

Un altro caso è quello che riguarda la pertosse. Negli Stati Uniti,
all’inizio degli anni novanta, alcuni bambini vaccinati contro la
pertosse subirono vari effetti collaterali, tra cui febbre e
svenimenti. I genitori dei piccoli citarono in giudizio le case
farmaceutiche, sostenendo che i loro figli sarebbero potuti andare
incontro a danni cerebrali. Ma i giudici diedero loro torto, perché non
esisteva alcuna evidenza scientifica in merito.

A parte questi episodi, comunque, le statistiche parlano chiaro. Un
bambino su mille, in media, è colpito da effetti collaterali moderati,
come pianto prolungato. Le probabilità di effetti più gravi,
comeconvulsioni o blocco intestinale, si attestano intorno a una su
decine di migliaia. Molto meno delle probabilità di morire per morbillo
(un bambino su mille) o per pertosse (un bambino su duemila), malattie
prevenibili attraverso le relative vaccinazioni.

Obiezione 2: non è sano, per un bambino, sottoporsi a troppe
vaccinazioni insieme. Il suo sistema immunitario potrebbe risentirne
troppo.

Non è vero. Non sono stati trovati collegamenti tra i cicli di
vaccinazioni subite e l’insorgenza di malattie durante l’infanzia. Nè
esiste alcuna evidenza scientifica credibile che i vaccini possano in
qualche modo sovraccaricare il sistema immunitario dei bambini. Sebbene
non ancora completamente sviluppati, i piccoli sono anzi pronti ad
accettare le immunizzazioni; e, tra l’altro, hanno già a che fare con
virus e batteri nella vita di tutti i giorni, a meno che non vivano
sotto una campana di vetro. Lo Us Center for Disease Control and
Prevention raccomanda i vaccini in tenera età perché è il momento in
cui i bambini sono più vulnerabili, perché svanisce l’ immunizzazione
naturale ottenuta dall’allattamento.

Obiezione 3: i vaccini contengono ingredienti pericolosi.

Il thimerosal, per esempio, un conservante a base di mercurio, una
volta era effettivamente comune in molti vaccini. Secondo alcuni
provocherebbe l’ autismo, anche se ci sono parecchie evidenze
scientifiche che mostrano il contrario. Nonostante ciò, il thimerosal
non compare più in nessun vaccino – eccetto quello antinfluenzale –
perché il mercurio, assunto in dosi troppo alte, è tossico per
l’organismo. In ogni caso, qui è disponibile una lista dei componenti
dei vaccini.

Obiezione 4: la decisione di un genitore di non vaccinare il proprio
figlio danneggia gli altri bambini?

Sì. Se un bambino non vaccinato si ammala, c’è più rischio che
trasmetta la malattia ai suoi compagni, soprattutto quelli a loro volta
non vaccinati. Ma non solo: potrebbe anche infettare quella piccola
percentuale di bambini per cui l’immunizzazione non funziona. I
vaccini, infatti, non sono efficaci al 100%: quello contro il morbillo,
per esempio, funziona nel 95% dei casi. Ma, ancora una volta, le
statistiche parlano chiaro: nel 2011, negli stati con politiche
indulgenti rispetto alla vaccinazione si registrava il 90% in più di
ammalati di pertosse rispetto agli altri.

Obiezione 5: non voglio che i miei bambini soffrano degli effetti
collaterali dei vaccini.

In realtà, la maggior parte degli effetti collaterali sono molto più
lievi rispetto alle patologie da cui il vaccino protegge. Si tratta
soprattutto di nausee, gonfiore, vomito, pianto prolungato o altri
effetti simili. Molto raramente, potrebbe comunque accadere che il
bambino sia allergico a un vaccino: in tal caso, è necessario
sospendere la procedura. E fare affidamento sulla protezione indiretta
degli altri bambini vaccinati.
--
Tra il rosso ed il nero,
vince sempre lo zero.
LoStaff .
2017-01-06 00:50:19 UTC
Permalink
Raw Message
Post by =Catrame=
Una piccola guida per controbattere alle argomentazioni di chi (come Le
Iene) pensa che i vaccini facciano più male che bene
Ma chi ha scritto questa montagna di cazzate buttate li alla rifusa?

Sicuramente l'utile idiota di Catrame.
continua cosi'che ci stai facendo un favore.
--
LO Staff - www.curenaturalicancro.com
lostaff-***@doctor.com
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